DAISI. Anastilosi digitale e interpretazione interattiva degli spazi: nuove metodologie per la Storia dell’arte. Tre laboratori esemplari sulle chiese mendicanti italiane tardo-medievali (secc. XII-XV)

Mette a punto buone pratiche per lo studio della storia dell'arte attraverso l'anastilosi digitale di tre importanti chiese medioevali.

Il recupero di quanto è andato smembrato e perduto e la sua contestualizzazione è una delle prospettive di ricerca più interessanti della storia dell’arte medievale. Il rilievo deve essere alla base di un procedimento complesso, in una vera e propria circolarità ermenuetica, dove le congetture orientano le modalità stesse di visualizzazione, integrazione grafica e animazione dinamica delle immagini in funzione dei percorsi di percezione.

Questa ricerca ha individuato tre monumenti come casi esemplari per testare la complessità di questo metodo, con l’obiettivo di mettere a punto buone pratiche ulteriormente applicabili. Sono state scelte tre importanti chiese mendicanti, erette alla fine del Duecento, ma poi sottoposte a numerose trasformazioni nel corso del tempo, dei maggiori ordini, minori e predicatori, in tre diverse collocazioni, in relazione alle unità di lavoro: Santa Maria Novella a Firenze, San Domenico a Bologna, la basilica del Santo a Padova.

Programma di finanziamento

PRIN 2022

Durata

17/10/2023 - 17/10/2025

Referente scientifico